lunedì 25 settembre 2017
Registrazione | Login
Account Login


Registrazione
Hai dimenticato la Password ?

Links
Utenti Online
Iscritti Iscritti:
L'ultimo utente Recente: DewayneLangs
Nuovi utenti di oggi Nuovi utenti di oggi: 0
nuovi utenti di ieri Nuovi utenti di ieri: 0
Utenti contati Complessivamente: 923

Persone Online Persone Online:
Visitatori Visitatori: 15
Membri Iscritti: 0
Totale Totale: 15

Online adesso Online Adesso:
Un po' di Storia Riduci

La corsa è ovviamente un attività fisiche primordiali, vecchie come l'uomo

L'uomo ha trasmigrato, attraversato terre infinite, ghiacci, foreste, deserti, fidando in quelle meravigliose appendici che sono le gambe e, in particolare, i piedi, punto d'appoggio solido, forte eppure così sensibile, così preciso nel fornire l'informazione sulla posizione esatta da tenere, in particolare quando il passo è difficile ed incerto. 
Molte pagine della storia dell'uomo ci parlano di migrazioni epocali, provate a pensare alle migrazioni barbariche, o semplicemente agli spostamenti degli eserciti romani, cartaginesi, napoleonici. 
La marcia ha nella storia dimensioni bibliche, epiche.
Attacco e fuga hanno costretto invece l'uomo a correre: la caccia da un lato, il terrore, l'angoscia dall'altra: come quella di Ettore che, atterrito dallo scontro con il furente Achille (a cui era stato ucciso l'amico Patroclo), davanti a lui fugge e fa tre volte il giro della città di Troia. 
C'è poi un caso particolare di corsa, quello di Filippide che corse da Maratona ad Atene (42,125 km) per portare la novella della vittoria degli Ateniesi sui Persiani. Sono dunque marcia e corsa congeniali alla natura umana ? 

                                                                                                     www.benessere.com

Stampa  

Fisiologia Riduci

In questo caso, il modello meccanico è quello di un pallone che rimbalza. Il corpo si libra in volo nella fase di spinta effettuata da una gamba per ricadere poi sull'altra gamba . Pertanto, la principale differenza della corsa dalla marcia è che nella prima esiste una fase di volo in cui nessun piede tocca il terreno. Nella corsa, quindi, energia cinetica e potenziale sono essenzialmente in fase. Quando il piede tocca terra, energia cinetica e potenziale sono al minimo, entrambe aumentano quando il corpo è accelerato verso l'alto. Una caratteristica fisiologica interessante è legata all'energia elastica immagazzinata dai muscoli che frenano la caduta. Consideriamo i muscoli della coscia: essi si contraggono per frenare la caduta, cosa facilmente verificabile ponendo una mano sulla coscia stessa. Questa contrazione si verifica con allungamento del ventre muscolare (infatti si verifica una flessione del ginocchio). Ebbene, la condizione di contrazione-allungamento (detta anche di contrazione "eccentrica") consente al muscolo di immagazzinare energia elastica che si libera nella successiva fase di rimbalzo. Ne deriva un notevole risparmio energetico. In prima approssimazione, il costo energetico della corsa è uguale a quello della marcia, circa 1 kcal/(kg x km). 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                         www.benessere.com

Stampa  

Allenamento Riduci

La pratica della corsa si è ampiamente diffusa e questo sicuramente migliora, globalmente parlando, il livello medio di efficienza del sistema cardiovascolare. 
La corsa leggera viene anche definita jogging; per chi comincia, la velocità ideale non deve comportare eccessivo impegno, condizione che si caratterizza bene in quanto si deve essere in grado di conversare con un compagno. 
Il problema della corsa, inesistente nella marcia, è quello del sovraccarico su specifici punti di inserzione muscolare o di appoggio. I disturbi da sovraccarico si sviluppano nel tempo, possono manifestare un'acuzia tale da impedire il movimento. Tuttavia, il caso più frequente è il danno che si verifica nel corso degli anni in seguito ad una biomeccanica molto ripetitiva. 
Con gli anni, quasi tutti i corridori accusano acciacchi da sovraccarico di gravità variabile. Si raccomanda la pratica dello stretching prima e dopo l'allenamento, l'adozione di una scarpa adatta, la correzione degli errori di appoggio e soprattutto una ragionevole politica " del tenersi da conto". 
Livelli più impegnativi di corsa, come la partecipazione a maratone, richiedono una saggia programmazione effettuata da mani esperte. La programmazione viene suggerita da un medico sportivo che è anche in grado di effettuare una valutazione funzionale con particolare attenzione alla funzionalità cardiovascolare. 

 

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      www.benessere.com

Stampa  

Alimentazione Riduci

Non si pone il problema dell'alimentazione in corso di allenamento se questo dura non oltre un'ora-un'ora e mezzo. Però è consigliabile partire con buone riserve di glicogeno, quindi se l'allenamento è al mattino, circa un'ora dopo la prima colazione; se è al pomeriggio, prendere uno snack un'ora prima dell'allenamento. 
Nel caso di una lunga passeggiata, bisogna assumere qualcosa ogni ora per prevenire l'ipoglicemia. Normalmente non costituisce un problema la disponibilità di acqua. Tuttavia, in alcune condizioni il problema della reidratazione è estremamente importante come in clima desertico e in assenza di sorgenti (ambiente desertico, qualche parco nazionale delle Montagne Rocciose). 
Ricordarsi che la sopravvivenza è criticamente legata alla disponibilità di acqua. Nel caso della maratona, si consiglia di bere un bicchiere di soluzione glucosata al 5-8% ogni 20 minuti; questa strategia consente di compensare la perdita di acqua e nel contempo concorre a coprire il fabbisogno energetico. 

                                                                                                                                                                                                     www.benessere.com

Stampa  

Home  |  News  |  Chi Siamo  |  Le nostre Attività  |  La Corsa  |  Lo Statuto Millepiedi  |  Fotoalbum  |  Gemellaggi  |  Forum  |  Contatti  |  Il vecchio Sito Web

Copyright (c) 2004-2007 Gruppo Millepiedi Ladispoli
DotNetNuke® is copyright 2002-2017 by DotNetNuke Corporation